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01 aprile 2007

UNA CHIESA PER DIO


Ho capito che cos'è la chiesa cattolica, quale sia la sua missione. Oggi è il giorno della festa delle palme, in cui un popolo si riunisce per accogliere il proprio salvatore che è il proprio Dio. La mia parrocchia ha distribuito qualche ramoscello d'ulivo dentro una bustino sulla quale sta scritto:" L'amore per il prossimo è la strada per amare Dio". Una frase che può essere presa come il riassunto di che cosa voglia dire essere cristiano. Un insegnamento che ci unisce gli uni agli altri per proporci a Dio. Una strada da percorrere con l'aiuto materno della chiesa. Essa è il nostro strumento per arrivare a Dio e la chiesa ci fa sentire la sua presenza. Non importa pensare se sia il metodo più giusto, più vero, più corretto per pensare a Dio, è soltanto il nostro modo che acquisiamo fin dal nascita per cui ci appartiene quasi geneticamente. Altre alternative non le potremmo mai sentire nostre. Dunque nel momento in cui si esce da uno stato di agnosticismo presi dalla voglia di cercare un Dio il nostro modo per comunicare con lui è la chiesa.

17 marzo 2007

UNA CHIESA RINATA


La Chiesa rinasce a Betlemme attraverso le parole dell' arcivescovo emerito, il cardinale Carlo Maria Martini. Parla di verità che per un cristiano non deve essere calata dall'alto, ma frutto della nostra esperienza di persone. Richiama una virtù oggi poco considerata che è quella dell'umiltà e lo fa rimettendo al centro la parola di Dio senza dunque cadere in ragionamenti astratti e teorici che sanno più che altro di esercizio filosofico. "La grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo", parole che vogliono signficare accogliere il Signore, fare sua l'esperienza di vita, modello reale per ogni cristiano. Parlare secondo la verità dell'esperienza permette di poter dialogare con tutti facendosi comprendere perchè in questo modo ogni persona può sentire la propria vita essere toccata. Non a caso il Dio dei crisitani è colui che ha vissuto un esperienza di vita in mezzo agli uomini.
Ecco dunque che nell'accogliere la parola di Dio, ovvero la sua grazia, la visione del mondo si arricchisce di un importante ottimismo: "Il Vangelo della Natività ci parla di gioia, di luce, di esultanza. Noi invece siamo sempre portati a rimandare queste cose. Diciamo: oggi ci sono tanti problemi, tante sofferenze, verrà un tempo migliore. La Scrittura invece non parla così. Leggevo ieri una pagina che dice: operiamo il bene perché i tempi sono cattivi. Noi diremmo il contrario. Invece dobbiamo vivere la gioia, la serenità, la pace, qualunque siano le circostanze in cui viviamo. Non vuol dire passare sopra le sofferenze, ma entrare più a fondo e vedere come non c'è proporzione tra il dolore di questo mondo e la gloria che ci è preparata». Amen.

13 marzo 2007

MATRIMONIO AL COPYRIGHT


La Chiesa vuole mantener il copyright sul matrimonio perchè è l'ultimo anello della catena di sacramenti che determina ancora una certa attività religiosa da parte delle persone. Senza il richiamo del matrimonio religioso la fede si perde, diventa passiva. E' inutile poi dire che rappresenta comunque un affare, un giro di denaro che se verrebbe ulteriormente a mancare per le parrocchie sarebbe un serio problema, tenendo conto poi di tutto l'indotto che tra l'altro alimenta. La Chiesa in questo suo aggrapparsi al matrimonio degenera commettendo degli errori madornali. Il primo consiste nel bocciare una proposta di legge sui diritti e i doveri dei conviventi. Mai e poi mai si è vista fare una guerra mediatica del genere contro dei diritti e dei doveri delle persone. Fatto che è a dir poco assurdo. Il secondo consiste in un cupo ritorno della Chiesa più oscurantista che ci possa essere. E' tornata a puntare l'indice contro gli omosessuali. Del vangelo andrebbe capito il senso, non andrebbero invece sbandierati dei passi scritti da uomini di una certa epoca. Il risultato di questo accanimento è il rimontare di discussioni disgustose sull'omosessualità intesa come patologia. Si torna indietro.

12 marzo 2007

CILICIO PER SENTIRSI VIVA


Se leggo di un noto vaticanista che biasima l'utilizzo del cilicio, allora capisco che la chiesa si trova in agonia. Sono sterili reazioni per cercare almeno all'interno di se stessa di mantenere un'identità. La Chiesa ha capito che deve farsi riconoscere dai propri fedeli, ormai ampiamente distratti dalla complessità del mondo in cui vivono. Cerca di darsi un' immagine, fatta di loghi, di marchi, di mezzi propagandistici al fine di preservare una distinzione netta e chiara dalle innumerevoli pseudoreligioni di natura cristiana. Da qui deriva il bisogno di intensificare un culto mariano che pur rimanendo a livello dottrinale una venerazione, nella pratica non si è fatto niente per limitarne il sopravvento rispetto al vero culto che è quello verso Dio. La Madonna, i Santi fino ad arrivare a fenomeni mediatici come Padre Pio che servono soltanto a cogliere un sentire popolare, un' onda di consenso assolutamente da cavalcare. E con i soldi sempre da fare la Chiesa si è ritrovata ad essere priva di quella voce che sappia parlare all'anima dei propri fedeli. Oggi come oggi risulta essere soltanto una istituzione, che cerca di fare politica seguendo una linea ideologica sempre più netta per poter essere una parte ben riconoscibile e dalla voce distinta. Ecco dunque che si addentra in tematiche di carattere sociale e scientifico con estrema arroganza giustificandosi col fatto che è tra i suoi compiti difendere l'opera di Dio ovvero la stessa natura umana. Si sforza, secondo me cadendo in contraddizione, di dare armonia alla fede e alla ragione, ma se la fede dovesse essere ricondotta ad essere la risultante finale di una sequenza logica allora sarebbe corretto dirsi agnostici perchè sarebbe soltanto una delle possibili alternative del ragionamento fatto. Avere fede vuol dire credere in una certezza indimostrabile, far dipendere la ragione da essa causa l'indimostrabilità di ogni ragionamento. Cristo con la sua resurrezione ha contraddetto qualsiasi logica, ha rotto i confini tra la vita e la morte facendo capire all'uomo che c'è una dimensione divina che non riusciamo a cogliere se non tramite la sua parola. La Chiesa deve ritornare a leggere il vangelo per ridare all'uomo uno sguardo verso l'alto. Cristo si è fatto esempio di come il rapporto tra lui e suo padre debba essere imitato dagli uomini che vogliono salvarsi. Ha parlato di eternità. La Chiesa non parla più di Cristo perdendo la propria identità.