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22 maggio 2022

Tempi moderni maledettamente retrogradi

Siamo nel 2022, un anno che sicuramente gli scrittori fantascientifici hanno considerato per la loro storia.

Eppure basta leggere il corriere di oggi per apprendere che dal punto di vista sociale ci sono ancora tantissimi problemi che di certo la tecnologia non ha aiutato a superare.

Cominciamo dall’editoriale Dove l’autore già di per sé è costretto ad affrontare un tema tanto arcaico quanto purtroppo attuale come la guerra. Il massacro di bucha è un onta che macchia ancora di sangue la nostra cara vecchia Europa.

Passiamo ai fatti di cronaca locale. Leggo: un insegnante di sostegno e un assistente per la comunicazione sono finiti agli arresti domiciliari per il reato di maltrattamenti pluriaggravato, in danno di un’alunna sedicenne autistica. 

Torniamo all’estero. A Istanbul degli studenti sono finiti in manette per una manifestazione A favore dei movimenti LGBT. Gli agenti, rigorosamente in assetto antisommossa, sono entrati nell’ateneo e hanno circondato le decine di studenti che sventolavano bandiera arcobaleno parli con amare il rispetto delle persone con orientamenti sessuali diversi.

Infine nella capitale del nostro paese apprendo che ci sono ancora manifestazioni antiabortiste come quella avvenuta ieri.  Chiedono alla politica di bloccare le istanze che vogliono la morte di anziani e fragili. In barba alla loro libertà e alla loro sofferenza. Se questo è il futuro… 

07 settembre 2007

NO AL V-DAY


Ricopio i miei pensieri che ho esposto in merito al vaffanculo day dell'8 settembre sul forum del meet up di B.Grillo di Monza.
...Se si inizia con le stronzate (parola usata per adeguarmi al linguaggio) vuol dire che siamo proprio alla frutta. Ci potrei mettere anche tutta l'ironia del caso, ma non ce la farei comunque: Io al Vaffanculo Day non partecipo...
...Per carità, di motivi per lamentarsi ce ne sono sempre in abbondanza. Tuttavia io ritengo che il paragone storico fatto con una certa epoca sia del tutto esagerato. Dire che dal '43 a oggi non è cambiato niente può essere addirittura qualcosa di offensivo per chi ha permesso tutte le conquiste sociali e democratiche nel nostro paese. Il termine stronzate lascia ovviamente un pò il tempo che trova ed è usato soltanto per fare l'eco ad un linguaggio poco serio, pur simpatico che sia. A me sembra che si voglia lanciare il solito messaggio qualunquista, di facile presa su un popolo che è maestro nel fare critiche a tutto e tutti. Ma attenzione, perchè certi toni aumentano il distacco con l'abbondante parte moderata del nostro paese. Sull'intento specifico di informare la gente che in parlamento ci sono dei pregiudicati, sono decisamente d'accordo e spero che il messaggio sia efficace affinchè alle prossime elezioni la situazione possa migliorare. Legge elettorale permettendo...
...Mi lascio andare in un commento altamente impopolare. Io sono contrario che "nessun cittadino italiano può candidarsi in parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale". L'elettorato e soltanto esso deve decidere chi poter mandare in parlamento attraverso il proprio voto. L'azione giudiziaria non può determinare impedimenti così netti, altrimenti si potrebbe correre il rischio di un conflitto voluto tra i vari poteri dello stato. Che la gente la smetta semplicemente di votare i delinquenti...
...Fortunatamente la nostra democrazia non è ancora del tutto immunodepressa. Ma sono d'accordo sul fatto che per stimolare il sistema immunitario, per attivare gli anticorpi, sia necessario informare. Meglio ancora sarebbe contribuire a formare una coscienza collettiva che non faccesse, come succede adesso, porre davanti gli interessi personali alle questioni morali. Sono convinto che la maggior parte della gente sia la prima a pensare che i politici siano in gran parte in mala fede. E' percepito da tutti che l'onda lunga dei benefici dell'inchiesta di "mani pulite" non c'è neppure mai stata. Nonostante questo una parte del paese ha fatto quadrato intorno ad un leader i cui rapporti con la giustizia sono noti a tutti. Ma era visto come l'uomo della provvidenza, l'invincibile principe machiavellico. La discesa in campo, quella vera, dei movimenti, ha contribuito indiscutibilmente ad aprire le coscienze degli elettori sul pericolo di una possibile riconferma di Silvio Berlusconi come presidente del consiglio. Questa è la conferma di quanto sia positivo far sentire la propria voce di cittadino nelle piazze italiane. Ma secondo me è fondamentale credere ancora negli strumenti che ci offre la democrazia, alla faccia dei poteri forti, per conseguire dei cambiamenti reali. Le manifestazioni dunque mi vanno anche bene, ma non nei termini con la quale si propone essere quella dell'8 settembre. Ribadisco, raccogliendo insieme, le mie motivazioni sul perchè io non parteciperò al V-Day. La prima che sembra essere la più futile, ma che io considero altrettanto importante, è la questione del linguaggio. Trovo assolutamente diseducativo fare uso di parolacce, la serietà, se le questioni si considerano importanti ,non deve mai mancare. Ho poi sottolineato il fatto che sia sbagliato premettere che dal 1943 a oggi non sia cambiato niente, anzi è qualcosa che offende l'onore delle persone che hanno dato la vita per le nostre libertà. Infine ho chiarito e argomentato come il no ai parlamentari condannati non deve essere una possibile causa di conflitto, influenze ed interferenze tra i vari poteri dello stato...

01 settembre 2007

UNA PARTICOLARE ATTENZIONE


E' vero, il problema dell'eccessiva tassazione a cui sono sottoposti i cittadini italiani è un fatto reale. Tuttavia se si pensa che la riduzione delle tasse non avvenga, perchè i politici devono "rimpinguare le loro ignobili tasche", mi sembra molto riduttivo. Con questo non voglio dire che i costi della politica oggi in Italia non siano eccessivi e che non vadano, anche drasticamente, ridimensionati. Ma il nesso logico che sostiene che le tasse sono alte per permettere ai politici di fare la bella vita è poco convincente perchè renderebbe la riduzione delle tasse una soluzione alquanto semplice da prendere. Non dimentichiamoci del debito pubblico italiano. Altra cosa invece è fare un discorso di tipo morale, facendo notare che il comportamento dei politici è inrispettoso nei confronti dei sacrifici che sono chiamati a compiere i cittadini italiani. Giustamente il richiamo del segretario di stato Vaticano è sull'attenzione particolare che il lavoro del politico deve saper rivolger ai più deboli e poveri, fancendo in modo che non ci siano ingiustizie nella distribuzione delle risorse dello Stato. Ovvero c'è il problema dei servizi che vengono rivolti alla comunità, della loro equa distribuzione e della loro qualità, prima ancora di una proposta di riduzione delle tasse considerate intrinsecamente negative. Io sono prima di tutto per uno stato sociale che funzioni, ma mi rendo conto che sia molto più facile dire ai cittadini di ridurgli le tasse piuttosto che rimboccarsi le maniche per fargli vivere in un paese sempre più bello.

27 marzo 2007

SEQUESTRI CON RITORNO


Cinque talebani liberati, sembra che l'effetto dell'indulto italiano sia arrivato fino all'Afghanistan. Scherzi a parte, non c'è prezzo politico che tenga per la liberazione di un uomo il cui destino è quello di morire. Non lasciavano nessun altra trattativa i talebani; prendere o lasciare. Improponibili sono invece i confronti, rivolti per fare critica, con il caso Aldo Moro o, più in generale, con i sequestri di persona. Nel primo caso c'era il bisogno fondamentale di non dare assolutamente nessun tipo di possibilità al nascere di una metodologia terroristica finalizzata alla lotta contro lo stato italiano. Cedere avrebbe voluto dire incrinare le fondamenta democratiche all'interno del nostro paese. Sui sequestri al fine di estorcere denaro il divieto assoluto di pagare i ricattatori ha portato sicuramente a dei risultati. La situazione nella quale agire in questo caso è diversa perchè siamo sul territorio nazionale, quindi con una possibilità maggiore di stanare i criminali che certamente non troverebbero vita facile se dovessero lasciare oltre al rapimento anche dei morti. In genere essi stessi ritengono che sarebbe un prezzo troppo alto da pagare correndo il richio di commettere un crimine ancor più superiore per fare soldi. C'è nel caso dei sequestri in Afghanistan e in Iraq anche un problema di politica estera, nel senso che i sacrifici dei propri compatrioti sono poco tollerati da un opinione pubblica che vede sempre in modo dubitativo la presenza delle truppe italiane in zone dove il confine tra operazione di peacekeeping e di intervento militare vero e proprio è molto labile.

23 marzo 2007

BAMBINI PLAGIATI


Fanno i vergognosi come lo farebbero tutti i bambini del mondo. Rispondono alle domande del giornalista con quell'ingenua convinzione di chi non ha ancora imparato altro nella vita. Vogliono raggiungere la propria mamma che, dopo essersi fatta saltare in aria uccidendo 5 ebrei, ritengono essere sicuramente in paradiso. Non potrebbe essere altrimenti per dei bambini la cui mamma se n'è andata. Sono stati educati a credere ad una realtà assurda, che ha l'effetto di distoglierli l'attenzione da una vita senza prospettive terrene, come in genere sono solite fare in modo efficace gran parte delle religioni. Sono semplicemente vittime del delirio dell'odio, fomentato ancor di più attraverso una politica del muro contro muro che ha spinto i cosidettti padroni della terra ad interventi belligeranti. C'è bisogno di dialogo.

15 marzo 2007

L' ANNO ZERO DELLA SINISTRA


Nessuno a quanto mi risulta ha parlato di quello che è successo effettivamente ad Anno Zero, la trasmissione condotta dal giornalista Michele Santoro. Non c'entra niente la solita polemica riguardante la faziosità di come sono impostati i vari argomenti. La trasmissione non fa nulla di diverso rispetto ad altri talk show stranieri dove un politico deve vedersela da solo con opinioni diverse e a volte difendersi da attacchi ben precisi. Anzi, da questo punto di vista sono uscite notizie che troppo spesso nel panorama dell'informazione passano in silenzio. Qualche provocazione, che può far sospettare un eccessivo occhio di riguardo all'auditel, ormai rientra quasi nella normalità. Lo stesso conduttore in una trasmissione del genere è tenuto quasi a fare la parte dell'avvocato del diavolo, propone filmati, controparti e altro ancora per cercare di mettere in scacco il politico di turno. Ma è proprio tenendo conto di tutto questo meccanismo che si può capire che cosa è successo ad Anno Zero. E' avvenuto che il ministro della giustizia Clemente Mastella, particolarmente colpito dalla critica di sinistra per il varo dell'indulto, quindi ulteriormente non visto di buon occhio, si è alzato per andare via da vincitore. Il tema della puntata era sui cosiddetti DICO, che tanto stanno creando divisioni nella stessa maggioranza di governo. Il problema è stato che nessuno ha saputo argomentare in modo convincente opinioni diverse da quelle del ministro che ha invece saputo sferzare colpi pesanti dal punto di vista dialettico. Forse mancava un pezzo grosso che sapesse tenergli testa. probabilmente la cultura di sinistra oggi come oggi si trova ad affrontare problematiche difficili che sono di difficile esposizione. La complessità delle cause portate avanti crea difficoltà a dare senso logico alle proprie argomentazioni. Non c'è dunque da stupirsi se una visione semplicistica del mondo, un approccio banalmente pratico che non tenga conto delle alternative, riesca a fare maggior presa sull'opinione pubblica. Questa che tra l'altro è sempre più chiamata a confrontarsi sugli opposti perchè deve fare una scelta di campo, o con la destra o con la sinistra. Essere di sinistra diventa sempre più difficile, perchè la destra riesce meglio ad interpretare la banalità del potere.

27 febbraio 2007

EUROPA


Europa dove sei, Europa che non ci sei. Viviamo in un continente paradossale, nello stesso tempo vecchio e saggio, ma ancora in fase di concepimento. Fatto da nazioni con storie tanto diverse, quanto infinite, ricche di intrecci burrascosi. Dalle cui coste è salpato il futuro mantenendo un cordone ombelicale che non potrà mai essere tagliato. Perchè l'Europa è la madre culturale del mondo. Eppure a fronte di una unità monetaria, sebbene parziale, non sembra ancora essere sostenuta da una politica comune. L'Europa non ha una costituzione. Non è stata una terra di frontiera da conquistare, ma è un insieme di tradizioni e culture differenti che hanno capito di avere interessi e intenti comuni. L'Europa esiste perchè è una comunità, divisa, sfaccettata, disomogeneo tenuta in equilibrio dalla ragione. Non ci sono solo le opportunità economiche che fungono da calamità tra le sue componenti, ma c'è soprattutto una comune esperienza della storia che fa comprendere la necessità di andare avanti insieme attraverso un'unità democratica. Non ci sarà mai l'Europa, se non come indicazione geografica, ma dal punto di vista politico ci sarà sempre l'Europa unità. In questo sta la sua forza, in questo sta la sua ricchezza. Infatti sarebbe una ricerca senza sosta l'intestardirsi a trovare una radice comune. L'Europa è figlia di una infinità di miti che si sono incontrati e spesso scontrati fino a capire il valore fondamentale dell'unità. Se i cittadini europei manterranno la coscienza della necessità delle proprie differenze, allora l'unità continuerà ad essere una strada comune arricchita da saggezza ed esperienza. Se andrà alla ricerca dell'imitazione di altri modelli, rinnegherà se stessa senza trovare mai un senso agli occhi dei propri cittadini.

26 febbraio 2007

CRISTO SI E' FERMATO A SREBRENICA


La politica estera dovrebbe essere decisa stando a Srebrenica. Ci sono i 600 caschi blu costituiti dalle tre compagnie olandesi di Dutchbat. La città si trova in una zona protetta dall' autorità delle nazioni unite. C'è l'armata serbo-bosniaca del generale Ratko Mladic' che dopo una serie di attacchi riesce ad entrare in città. E' l'11 luglio del 1995, è un giorno in cui i maschi vengono separati dalle donne, dai bambini e dagli anziani. E' il giorno in cui la memoria non ha più bisogno di cercare con la lente di ingrandimento altri massacri per un cinico pareggio delle colpe come sono soliti fare alcuni orgogliosi di appartenere ad un determinato schieramento politico. Il sangue continua a scendere tra le cavità carsiche, il fumo dai camini di Auscwitz continua a perdersi nel cielo. Ma a Srebrenica si è fermato Cristo anche se la popolazione è quasi completamente mussulmana. C'è un allarme, ci sono gli aerei F-16 che ritornano nelle basi in Italia per potersi rifornire di carburante. Ci sono gli aerei americani che non riesco a trovare la strada. C'è il ministro Voorhoeve che richiede di far cancellare l'attacco perchè i militari serbi minacciano di massacrare le truppe alleate che sono scarsamente equipaggiate. Ci sono 8000 morti, c'è il genocidio di una popolazione perchè non siamo nell'altopiano armeno, non siamo nei campi di concentramento follemente pensati dalla diabolica mente dell'uomo, non siamo nei gulag dove si può già sentire il silenzio dell'oltre tomba. Siamo nella parte orientale della Bosnia Erzegovina dove c'è soltanto un nodo sbagliato della storia che nessuno ha saputo sciogliere.

24 febbraio 2007

IL GIORNO DELLO STALLO


Nel gioco degli scacchi lo stallo consiste in una patta, cioè in un pareggio tra i contendenti, qualora si verificasse la situazione in cui uno non è più in grado di muovere un pezzo senza evitare di porre il proprio Re sotto scacco. In genere è una situazione sgradita e a dir poco antipatica perchè il più delle volte impedisce a chi ha un numero superiore di forze di poter vincere. Dall'altro canto diventa un' ancora di salvezza per chi ha ormai soltanto la possibilità di racimolare il misero mezzo punto di una patta. La scacchiera è stata sempre una metafora ampiamente usata e abusata per descrivere acerrimi confronti, situazioni conflittuali complesse in cui c'è il bisogno di ponderare ogni singola mossa in funzione di una più ampia strategia. Il mondo è stato indubbiamente in stallo durante il cosiddetto periodo della guerra fredda. Fermo e immobile per evitare di fare una mossa sbagliata che andasse contro alle due superpotenze americana e sovietica. Queste le facce di una stessa medaglia, di chi, avendo vinto l'ultimo conflitto mondiale, ha potuto imporre la propria forza sugli equilibri interni ed esterni delle altre nazioni. USA E URSS a loro volta in stallo nella loro partita per dominare il mondo. Nel momento in cui una parte si è dovuta ritirare dal tavolo da gioco si sono aperte le possibilità di fare altre mosse importanti. Tuttavia il campo d'azione rimasto alla forza che è sopravvissuta alla guerra fredda ovvero agli Stati Uniti d'America va col tempo sempre più restringendosi. Il fremito interventistico comincia a diventare un ricordo del passato recente perchè dietro l'angolo è già stata prevista la nascita di un'altra superpotenza, forse più forte, ovvero la Cina che un giorno, se non già ora, potrà riportare il mondo in stallo. L'evento politico più importante nel panorama internazionale nei prossimi anni sarà un no chiaro e netto della Cina a qualsiasi tipo di decisione presa dagli Stati Uniti in politica estera. Aspetto il giorno dello stallo che a differenza di quello passato non sarà legato a due ideologie contrapposte, ma ad un equilibrio di forze i cui interessi potrebbero anche coincidere. Il tutto nell'attesa che al tavolo si possa sedere anche l'Europa.

23 febbraio 2007

SCHEGGE IMPAZZITE


L'esperienza di governo della coalizione di centro sinistra che ha vinto le elezioni politiche del 2006 è finita. Le dimissioni del presidente del consiglio Romano Prodi hanno decretato la perdita della scommessa di riuscire a governare pur avendo una maggioranza risecata al senato. E' venuta meno la garanzia di poter andare avanti attraverso approvazioni determinate dal voto di uno o poco più senatori. Si è palesata la fragilità di un sistema che è risultato essere soggetto alle iniziative di singoli parlamentari piuttosto che di una maggioranza. Schegge impazzite spinte da una visione distorta della realtà, in cui la pur lodevole contrarietà all' uso delle armi fa seguito ad un pacifismo che determina un pericoloso immobilismo di fronte al pericoloso ritorno di gruppi terroristici nel dominio del territorio afghano. Inoltre un atteggiamento radicale ha compromesso la possibilità di poter fare quei passi che sarebbero stati necessari affinchè la politica estera italiana non continuasse ad essere di assoluta accondiscendenza di quella americana. Il contributo diplomatico dell'italia per far fronte alle difficili situazioni di conflitto presenti nel mondo viene meno se essa stessa entra in rottura con le decisioni prese dalla comunità internazionale. C'è comunque da chiedersi quale sarebbe stata la reazione della sinistra se il discorso del ministro degli esteri Massimo D'alema l'avesse fatto un deputato di destra. Ma sarebbe ingenuo non pensare che i contrasti per entrambe le parti spesso hanno una movenza pregiudiziale. Ognuno in politica cerca di portare acqua al suo mulino, cosa che la coalizione di sinistra non è riuscita a fare peccando di troppa fiducia verso le sue componenti e purtroppo dando in questo modo ragione alla destra. Ciò non toglie il fatto che era doveroso tentare di poter condurre il paese al posto di una forza che ruota intorno ad un leader criminale e che si compone di elementi xenofobi e fascisti. Col senno di poi viene comunque da chiedersi se la scelta di opporsi radicalmente alla possibilità di far nascere una grande coalizione non abbia portato a giocare una partita rischiosa la cui perdità potrebbe garantire il ritorno di questa destra al governo.

22 febbraio 2007

SOCRATE RITORNA!


Se potessi fare un appello al Creatore gli chiederei di far ritornare Socrate. La sua figura manca in una società dove imperversano abbindolatori che cercano di essere convincenti attraverso l'arte della retorica. E' il ritorno vittorioso dei sofisti che ritrovano la loro massima espressione nel messaggio pubblicitario. Gente che sa solo educare i giovani ad essere attivi al fine di fare carriera pensando soltanto al proprio tornaconto personale, magari a discapito degli altri. Per fare questo oltre ad avere buone conoscenze, bisogna saper parlare in modo convincente. Ecco allora che c'è un enorme pullulare di demagoghi, di gente che parla senza avere il minimo senso della realtà. Si sentono in giro tanti bei discorsi, quasi tutti finalizzati ad avere consenso. Ma com'è facile ottenerlo se tutte le volte so che posso cavalcare l'onda di mal contento che è sempre presente in una società complessa e variegata come la nostra. Si può dire e sostenere tutto basta che lo si sappia fare bene.

21 febbraio 2007

O DESTRA E SINISTRA


Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...si chiedeva in una delle sue ultime canzoni l'indimenticabile Giorgio Gaber. Una distinzione che trova giustificazione in un diverso tipo di approccio al mondo. L'editorialista Piero Ostellino riassume le differenze che ci sono tra l'essere di destra e l'essere di sinistra attraverso l'utilizzo delle congiunzioni logiche disgiuntive e congiuntive. Il pensiero di destra è formulato sul principio di non contraddizione che segue il filone storico culturale che va da Platone, al cristianesimo e agli illuministi francesi. Nelle decisioni o si sceglie una cosa o l'altra, affermando un pensiero forte che spesso non ammette eccezioni. Il rischio è quello di cadere nell'assolutismo, ma soprattutto di ritrovarsi ad un certo punto di fronte ad una scelta che è risultata sbagliata e col difficile compito di dover ritornare sui propri passi. E' una strada quella intrappresa dalla destra che trova la sua massima espressione nei regimi totalitari, sia di tipo fascista che comunista, o in quelli blandi che si rifanno sulla venerazione di un leader come Castro, Berlusconi e Bush. Una scelta sbagliata porta ad un punto alla rottura. Il pensiero di sinistra invece è di tipo circolare, in cui vengono accettati gli opposti. Il rischio in questo caso è quello di essere ambigui, spesso di non essere in grado di scegliere e dunque di andare avanti in modo sostenuto. E' un modo di pensare tipico dell'Europa vetusta di oggi.

17 febbraio 2007

VICENZA DA SPOSTARE


Penso proprio che nel mondo pochi sappiano dove si trovi Vicenza. Probabilmente alcuni ne ignorano addirittura l'esistenza. Ebbene oggi Vicenza non esiste come luogo in sé, ma come occasione per far sentire un' unica voce di pace contro la mattanza americana che ha segnato la politica internazionale degli ultimi anni. Non ci si scomoda per dei problemi di carattere urbanistico perchè una manifestazione popolare trova senso se si pone degli obbiettivi più nobili e più alti. Certe decisioni di carattere tecnico sono da lasciare alla politica che opera attraverso delle persone delegate ad occuparsi delle cose pubbliche da cittadini che gli hanno votati. In piazza si portano gli ideali. Si marcia in un corteo quando ci si accorge che, pur all'interno delle leggi, i propri delegati prendono decisioni che vanno contro dei principi universali calpestando la dignità dell'uomo. E' giusto ammonire ulteriormente una politica come quella americana che non ha ancora sufficientemente dimostrato un radicale cambiamento di rotta rispetto ad una politica di guerra. Ma pur partendo da dei presupposti condivisibili la manifestazione di Vicenza si può dire che è comunque fuori luogo. Perchè a Vicenza non si sente l'odore delle armi da fuoco, non si vedono le chiazze di sangue sulle strade e rovine sotto le quali ci sono seppellite vite umane. A Vicenza non c'è nessuno che sta col fiato sul collo ad impedirti di essere libero. Ormai è tempo di mettersi in gioco manifestando un no alla guerra e alla violenza che sia universale. Non basta più la solita protesta contro la politica americana, che molti obbiettano essere svolta solo per anti americanismo. Non è questo ovviamente il problema perchè l'attenzione verso l'america è data dal fatto che fa parte di noi, della nostra società. Ma gli orizzonti ormai si sono allargati e siamo in relazione con terre in cui la violenza non può più andare avanti. Serve una mobilitazione ampia, che abbia i connotati di una missione umanitaria in quei luoghi che diventano continuamente pretesto per uccidere delle vite umane. Gino Strada non basta più.

15 febbraio 2007

BONJOUR LA FRANCE


Il 2007 è l'anno della Francia, ci sono le presidenziali. In una comunità europea come la nostra sono delle elezioni che hanno una certa rilevanza anche se dopo i falliti referendum sulla costituzione penso proprio che dai due candidati principali l'Europa verrà toccata soltanto di striscio. Tuttavia il ruolo di una nazione importante come la Francia non potrà mai essere marginale in un contesto dove le scelte di politica interna hanno sempre un' influenza inevitabile a livello continentale. La destra candida il già ministro degli interni Nicolas Sarkozy. Uomo brillante, risoluto, deciso, sembra aver tutte le qualità per piacere al popolo dei liberali. Infatti non ha esitato a farsi avanti con la solita proposta di un piano per ridurre le tasse. Tematica questa che fa ovviamente molta presa anche su quella parte dell'elettorato rappresentata dagli indecisi. Da questo punto di vista la destra parte con un piede avanti rispetto la sinistra perchè ha capito prima di essa che il puntare sul bene del singolo favorisce tutta la collettività. Concetto che ormai è difficile da mettere in discussione visto quello che ha saputo ampiamente dimostrare la storia, ma l'occhio di riguardo che sa mantenere la socialdemocrazia verso le necessità dei più bisognosi può farsì che ci sia maggior equilibrio sociale a differenza di una politica di destra che spesso fa diventare i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E' partita una petizione contro la proposta di Sakozy sul fisco in cui si afferma che:"La riduzione delle tasse provocherebbe l'insufficenza delle risorse per la protezione sociale dei più poveri, dell'educazione, la ricerca, la sanità,la casa o l'ambiente. Consideriamo i prelievi fiscali come legittimi e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo alla spesa pubblica necessaria al progresso, alla coesione e alla sicurezza della nazione". Parole encomiabili perchè molto spesso bisogna ricordarsi che ogni uomo non è solo al mondo, ma fa parte di una comunità inquanto è in relazione con le altre persone. Dare agli altri, farsi uno con il prossimo sono ideali cristiani che non potranno mai mancare nell'anima di una futura costituzione europea. E' importante ribadirli perchè ultimamente ci si è un pò chiusi, si è diventati più egoisti, meno accoglienti e più individualisti in parte anche a causa del terrorismo internazionale. A tale proposito pesano come un macigno morale le parole del candidato di destra che aveva definito feccia gli abitanti delle banlieu. Le scuse non sembrano essere ancora pervenute. La candidata di sinistra, vincitrice a sorpresa delle elezioni primarie, appare per lo meno inesperta. Sembra aver già collezionato tutta una serie di gaffe. Comunque sia, se si può fare un' analisi semplicistica da osservatori distratti, risulta essere sicuramente più simpatica, e non solo perchè è una donna che punta all' Eliseo, rispetto al candidato maschile. Ha esposto in cento punti il suo programma elettorale con tutta quella dose di utopie spesso confuse che sembrano caratterizzare oggi la sinistra per il fatto di essere la risultante di diverse anime. Si può cogliere al centesimo punto il ritorno della battaglia sulle 35 ore. A mio modo di vedere è questo uno dei motivi per cui Ségolène Royal merita un occhio di riguardo. Non è tanto per la proposta in sè, probabilmente anche tecnicamente sbagliata, non è per il numero di ore, ma è per il messaggio che sottende ovvero di una presa di coscienza sui ritmi dell'uomo, sui suoi bisogni, sulla sua natura e sulla sua dignità.

23 gennaio 2007

FINTO TONTO


E' possibile circondarsi soltanto di persone che infrangono la legge senza accorgersene? Certo, perchè così è avvenuto in Italia. E' però paradossale che tale persona sia poi capace di mettere su un impero economico. Forse è proprio il caso di usare l'espressione "beata ingenuità". Naturalmente le cose non stanno così ovvero non è possibile essere di fronte ad un finto tonto perchè nel mondo degli affari se sei uno che passa per essere un fesso fai poca strada. Allora è facile giungere alla conclusione che tale persona non poteva non sapere. Si prenda dunque tutte le sue responsabilità. Comunque sia la parte del finto tonto gli riesce senz'altro bene. Basti pensare alla sua occupazione della Presidenza del Consiglio, facendo credere di essere lì a causa dello spauracchio del comunismo. In america c'è stata la bolla economica, da noi quella politica.

14 gennaio 2007

UN MURO D'ODIO


C'è stata la ripetizione di un incontro in cui certamente non si può cogliere metaforicamente il senso di una danza trasformativa. L'accoglienza al presidente iraniano da parte del leader venezuelano Chavez, definita calorosa, appare tutt'al più come una fredda messa in scena. La sceneggiatura è l'odio verso il nemico americano, il palco la Repubblica Islamica dell'Iran e la Repubblica Federale Presidenziale del Venezuela, i protagonisti persone trattate come se fossero dei burattini. E' l'incontro per dare forza maggiore alla stasi della propria nazione, alla paralisi sociale del proprio popolo al fine di affermare ancora di più il proprio potere politico. L'odio è un sentimento negativo alimentato dalla paura posta come cappio a qualsiasi processo evolutivo. Nel mondo animale di fronte ad un pericolo si attivano i meccanismi biologici che inducono alla lotta o alla fuga. Insomma ad uno stato di allerta che fa porre come unico obiettivo la risoluzione del problema perchè c'è in gioco la vita e la morte. Il leader iraniano pone di fronte la propria nazione al pericolo semita inteso come forza affaristica che dai vertici delle multinazionali americane vuole prelevare tutto il sangue nero della propria terra per arricchirsi. Una visione che in qualche modo ricorda una delle principali cause che ha spinto la Germania, sofferente dopo la sconfitta della prima guerra mondiale, a fomentare un sentimento antisemita ovvero nei confronti di quegli ebrei che tradizionalmente sono sempre stati bravi amministratori delle proprie ricchezze. Non è da meno il presidente venezuelano che ha dichiarato di aver scoperto un piano segreto americano per invadere la sua nazione. Ha per questo minacciato che una tale evenienza porterebbe ad una guerra lunga 100 anni perchè a tanto condurrebbe la resistenza delle sue forze armate nei confronti di quelle americane. In questa considerazione temporale c'è tutto il senso dell'azione che vuole intrapprendere Chavez ovvero di far fermare il tempo nella vita dei propri cittadini attraverso quei meccanismi di annichilimento che hanno portato all'orrore dei regimi comunisti. Vuole in qualche modo fare il verso a Castro, leader di un' isola rimasta vecchia e ferma per proteggersi dal pericolo americano. Dunque abbiamo assistito all'incontro tra due persone che stanno alzando dei muri verso un mondo certamente pieno di difetti, ma che è indirizzato verso un processo per lo meno evolutivo. Inoltre è un mondo che pur non essendo privo di orrori, ha al proprio interno gli anticorpi necessari per affrontarli. Questi leader invece se lasciati agire indurranno la propria gente a doversi difendere dai pericoli interni di un mondo reso decrepito.

01 novembre 2006

L'ILLOGICA EVIDENZA.


La rivista "Diario" liquida sonoramente le teorie complottistiche su quello che è successo l'11/9/2001, definendole delle boiate. Smonta tutta una serie di contestazioni alla versione ufficiale facendo sue delle ricerche approfondite in merito da una nota rivista tecnica americana. Si aggiunge anche la lunga relazione fornita dal NIST,National Istitute of Standars and Technology,che spiega le dinamiche che hanno portato al collasso delle World Trade Center Towers. Tuttavia le teorie complottistiche continuano ad avere innumerevoli seguaci anche da parte di giornalisti la cui professionalità non può di certo essere messa in discussione. Documentari particolarmente suggestivi ormai sembrano fornire in modo scientifico spiegazioni dettagliate a chi sostiene il complotto. Il problema che secondo me è opportuno rilevare, è che si stanno diffondendo delle teorie palesemente illogiche che fanno del metodo scientifico un utilizzo improprio. Infatti non si capisce l'opportunità di far scomparire aerei, di aggiungere esplosivo come se un attaco aereo non fosse bastato per avere un pretesto per dichiarare guerra, insomma di creare tutta una serie di prove false con il rischio in questo caso di poter far usare ai detrattori il termine "evidence" per le loro spiegazioni. E' un meccanismo pericoloso quello che continua ad essere messo in atto ovvero di avere la pretesa di dare spiegazioni assecondando a proprio piacimento gli strumenti scientifici. E' lo stesso meccanismo che mettono in atto i creazionisti e quelli che credono nei contatti del terzo tipo. Ci si appropria di una ragione che è soltanto pregiudiziale attua a negare la realtà e quindi non soggetta ad essere messa in discussione. In questo senso ritengo che si possa parlare di meccanismo pericoloso.

22 settembre 2006

ARABIA MARZIALE


In una situazione in cui c'è uno stato di emergenza si profila la necessità di instaurare un particolare tipo di controllo. Ad esempio in tempo di guerra la risolutezza nel prendere decisioni diventa fondamentale per la propria sopravvivenza. Per fare questo subentrano le cosidette leggi marziali che nell'ambito giuridico trovano posto in circostanze eccezionali e dunque anche in stato di guerra. Per loro stessa natura dovrebbero essere limitate nel tempo e presto sostituite da una legislazione più articolata così da permettere uno sviluppo e una crescita della società interessata. Ci sono zone del mondo come i paesi arabi in cui l'andamento della storia ha portato alla formazione di stati in cui c'è una cronicizzazione della necessità continua di disporre di un regime di tipo marziale. I motivi possono essere diversi. C'è il bisogno di mantenere una propria identità contro le minacce esterne, c'è la necessità di impedire terremoti interni ovvero non c'è la possibilità di avere una crescita, un'evoluzione della propria situazione.

21 settembre 2006

2006 DOPO CRISTO NEL DARFUR


Bisogna imparare a cominciare a sentire ogni secondo di sofferenza di questo bambino.
Lo guardo in silenzio perchè mi sembra che anche le mie parole possano urtare la sua fragilità. Allora mi chiedo che cosa sia possibile fare per farsì che anche il suo respiro non sia una continua agonia. Se ci si prova ad immedesimarsi in lui, anche se non è mai possibile farlo abbastanza, non ci si riesce neanche a muovere. E' un bambino alla cui anima qualcuno a fatto di tutto perchè non possa avere una degna dimora su questa terra. E la nostra impotenza non sembra più poter essere una scusa per coprire l'indifferenza dei giorni che passano.

12 settembre 2006

12 SETTEMBRE


Mamma mia! Cosa è successo. Che attentato di dimensioni spropositate; proprio in America dove tutto è più grande. E' stata colpita la capitale del mondo, New York. E tutti sanno che la violazione del luogo assunto come centro di un epoca fa cambiare ritmo alla storia. Infatti il saccheggio di Roma è tutte le volte una pagina voltata, il monito che le cose non saranno più come prima, il segnale di un certo cambiamento. Un popolo viene sconfitto quando non è più in grado di proteggere la propria capitale, dunque la sua violazione diventa un pericolo sentito da tutti perchè potrebbe far cambiare le prospettive che si hanno sul futuro pensato per i propri figli. L'attentato al TWC è una falla alle nostre certezze. Nel bene o nel male gli Stati Uniti d'America rappresentano il nostro mondo, quello occidentale. E'il baluardo della vita che facciamo perchè la sua potenza ci dà la certezza che se qualcosa un giorno dovesse andare storto un suo intervento riporterà tutti a seguire il tracciato segnato dai valori che definiscono la nostra epoca. Come ormai ci insegna la memoria storica.